IL CONTENUTO


IL CONTENUTO

SI impara a parlare da bambini, poco alla volta.

E io sto imparando il linguaggio fotografico proprio come se fossi un bambino.

Soprattutto attraverso gli errori.

Mi è capitato di fotografare senza capire il perché, senza ricercare l’emozione che riempiva di significato quel gesto.

Era semplicemente un esercizio di stile non allineato a quello che ero o ai miei stessi interessi.

L’errore più grande in cui si inciampa (come nel mio caso), sta nel raccontare una storia, magari un progetto fotografico, con totale distacco e soprattutto con la convinzione di doverlo fare perché è importante.

Perché pensiamo sia utile a qualcuno e che quel qualcuno, prima o poi, ci dirà qualcosa.

Bene, questa è la ricetta più veloce per il fallimento di ogni progetto.

Ricadendo nella mediocrità, nella superficialità.

Capire cosa ci muove prima dello scatto, è fondamentale.

Può essere un’emozione o un nostro personale interesse, l’importante è che siano degli input che partono da noi e raccontino qualcosa innanzitutto a noi stessi.

L’esercizio è quello di prendere la macchina fotografica e di immergerla nelle emozioni e nelle storie che sentiamo nostre a prescindere dalla stessa fotografia.

Bisogna immergersi nelle storie altrimenti è come scrivere su una guida turistica di un posto in cui non si è mai stati.